Farming Simulator 19 - Recensione

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Questa non sarà la classica recensione per gli addetti ai lavori, come quelle scritte per i grandi titoli sportivi che si rivolgono a un pubblico di appassionati. Di calciatori e cestisti virtuali c’è piena l’internet; sanno già tutto e al massimo sono curiosi di conoscere il parere di qualche redattore che leggono da anni… ma quanti agricoltori da tastiera ci sono tra voi? Se allora un FIFA 19 si vende da solo per il semplice fatto di essere, appunto, il nuovo capitolo di una serie ormai consolidata, anche la recensione di Farming Simulator 19 sarebbe inutile al target di riferimento. Quelli che seguono il lavoro di GIANTS Software è da febbraio che aspettano di mettere le mani sul nuovo motore grafico, sui nuovi animali da allevare – come i cavalli – sull’illuminazione dinamica, sul parco macchine da 300 mezzi brandizzati – il più vasto mai realizzato – sulle nuove culture e sulle mappe aggiuntive. Pensate forse che un voto a fondo pagina possa orientare in qualche maniera il loro acquisto? Illusi.

Abbiamo quindi pensato di offrire una panoramica di cosa sia Farming Simulator 19 affidando il codice per la recensione a qualcuno che non avesse mai provato a reinventarsi agricoltore virtuale (me). L’obiettivo era semplice, ossia parlare ai lettori che ogni anno si dicono: “Mi faccio tentare e ‘sta volta è quella buona per provarlo” ma poi si lasciano traviare dall’hype pre-natalizio e accantonano l’idea. Direi quindi di partire dal filmato introduttivo, la cui tamarraggine non è seconda a nessun gioco di corse arcade sul mercato.

GIORNO 1: TUTORIAL

Ottimizzate le impostazioni grafiche ho deciso di lanciarmi sul tutorial: sei missioni veloci per imparare le basi. Aratura, fresatura del terreno, semina, sarchiatura, concimazione, raccolta, rinnovamento della terra per poi ripartire da capo. La cosa che mi ha colpito per prima è stata la qualità dei veicoli; nel tutorial se ne possono provare una dozzina, con altrettanti attrezzi da attaccare per svolgere le funzioni di cui sopra a seconda del tipo di coltivazione che si sta portando avanti. Sembra di guidare un vero trattore, tanto nella visuale con telecamera libera quanto dall’interno dell’abitacolo. Ogni dettaglio è curato in maniera maniacale così come i rumori prodotti dal motore diesel, il traino e il feedback sulla manovrabilità di un mezzo così pesante. Decisamente meno realistico è l’impatto del veicolo sul terreno e le piante, così come lo spargimento di fertilizzanti, calce viva o sementi che offrono modelli molto più elementari.

Ogni dettaglio è curato in maniera maniacale

Con il mio Ryzen 5 1600, 16 GB di RAM e una GeForce GTX 1050ti ho giocato in Full HD con tutti i dettagli al massimo e un frame rate che subiva dei rallentamenti solo in alcune fasi di movimento, senza comunque scendere mai sotto la soglia dei 40 fps. In termini di environment c’è poco da segnalare, ché più di qualche albero, un paio di fattorie squadrate e un silos con texture slavate non c’è molto altro da giudicare. Ecco: se la manifattura dei veicoli è da applausi, il resto non farà gridare al miracolo nessuno che abbia giocato a Bioshock nel 2007. Per oggi mi fermo qui, con due ore di tutorial alle spalle e la prospettiva di iniziare domani la campagna per principianti che, stando alla descrizione, dovrebbe insegnarmi a giocare a Farming Simulator 19 per poi lasciarmi libero di proseguire con le mappe e gli scenari dedicati agli esperti.

GIORNO 2: CARRIERA

Avrei potuto scegliere di partire come direttore di un’azienda agricola o imprenditore squattrinato, ma ho preferito la terza via: quella guidata con ingenti fondi a disposizione, mezzi a non finire e una fattoria avviata con diversi ettari di terra di proprietà. La modalità guidata dura un’oretta e aggiunge poco al tutorial. Ho creato il mio personaggio con poche opzioni possibili – ne arriveranno altre con le mod – e ho affidato ad alcuni operai il compito di seminare un campo già pronto per la soia, mieterne uno di frumento e fresarne un terzo prima di avviarlo alla coltivazione della colza. Mentre il secondo operaio raccoglieva il grano mi sono accostato alla mietitrebbia con un trattore della Fiat, modello 1300 DT, e un lungo braccio estensibile ha riempito il carro che trainavo.

C’è così tanto da fare che le prime dieci ore passano solo per capire una piccola parte delle possibilità offerte dal gioco

Potevo scaricarlo nel mio silos, andare a venderlo subito al mercato cittadino oppure al ristorante. Ho scelto questa terza opzione perché, secondo le analisi offerte dal gioco, il privato – quel giorno – pagava di più. Ho quindi avuto modo di allontanarmi dai miei terreni per capire se la mappa fosse popolata ma, ahimè, ho incontrato solo una vettura lungo tutto il tragitto. Ho fatto in tempo anche a vedere gli edifici del paese, per lo più parallelepipedi poco attraenti. Non c’è traccia di attività umana e salvo una vettura in movimento non ho trovato nulla che mi facesse pensare di muovermi in una vera area rurale. Non è questo il punto forte di un Farming Simulator, certo, ma sono rimasto un po’ deluso dalla mancanza di un contesto vivo. Ci sono comunque alcuni hotspot come il concessionario, dov’è possibile vendere la propria attrezzatura, noleggiare o acquistarne di nuova tra centinaia di modelli autentici, il mercato che vende sementi, concimi, pesticidi, liquame et similia, e il distributore di benzina. Il menù di gioco è fatto molto bene, si possono tenere sotto controllo la contabilità, i raccolti, i veicoli, i contratti – missioni, anyone? – e l’andamento del mercato agricolo. Il focus di tutto, comunque, rimane il lavorare la terra, ma ora che la modalità guidata è giunta al termine è ora di andare a fare la nanna. Vedrò domani se buttarmi sull’allevamento o restare agricoltore strictu sensu.

GIORNO 3: COWBOY

Mi sono preso del tempo per esplorare il mondo di gioco e ho scoperto alcune cose interessanti, tra le quali un distributore di biogas, il ranch, la filanda a cui vendere il cotone, il porto con la sua spiaggia turistica e assurdi PNG vestiti con tacchi a spillo – o giacca e cravatta – camminare sul bagnasciuga senza una meta. Casualmente sono passato davanti al mercato del bestiame, scoprendo peraltro che col trattore non si possono abbattere gli ostacoli come le staccionate, ma solo i cartelli stradali. Beh, dicevo: se il caso mi ha portato al negozio di animali, perché non tentare la via del cowboy? Ho deciso di ripartire da capo, così da ispezionare anche la seconda mappa ambientata in Europa chiamata Felsbrunn. Decisamente più bella da guardarsi, anche per via dei pendii, del lago e del castello che sovrasta il paese ma, soprattutto, piena di mezzi in movimento, con tanto di treno pilotabile… e c’ho perso una mezz’ora buona per farmi tutto il giro. Nel recarmi al mercato del bestiame col trattore ho incrociato una segheria dove vendere la legna e, incuriosito, sono andato a spulciarmi tutto ciò che posso produrre e rivendere. Ci sono più di venti attività lucrative, che vanno dalla raccolta dei campi alla produzione di concime, passando per la vendita di legna grezza o lavorata, le carni, le uova e gli animali nati nei miei allevamenti, tra cui pecore, maiali, mucche e cavalli in diverse razze. Ciascuna di queste attività necessita di impegno costante, poiché sia coltivare rabarbaro che allevare maiali neri non si esaurisce con un comando via tastiera come in uno strategico, ma richiede l’effettivo svolgimento di tutte le fasi propedeutiche all’ottenimento di un risultato tangibile.

Farming Simulator 19 è una simulazione di vita rurale senza concorrenti

Magari sono leggermente approssimate, sicuramente più veloci da sbrigare e più remunerative di quanto non sia nella realtà agricola, ma se vuoi veder crescere dei girasoli e farci l’olio c’è da rimboccarsi le maniche e iniziare ad arare il terreno. Confesso che ho trascorso l’ora successiva a leggere la guida all’interno del gioco scoprendo una quantità di possibilità che mi ha lasciato senza parole. Se durante la partita guidata ero rimasto freddino, in questo secondo tentativo ho provato un vero e proprio senso di meraviglia al pensiero di avere per le mani un gioco così vasto e curato – nei dettagli che contano – da volerlo esplorare a fondo anche dopo la recensione.

GIORNO 4: SPORCHIAMOCI LE MANI

Ho acquistato un recinto con una piccola stalla per le pecore e alcuni esemplari molto ben modellati. Avevo 100mila crediti e me ne sono rimasti poco più di 30mila. Avendo scelto il livello di difficoltà più basso non avrò grandi problemi ad avviare per bene l’attività e col terreno di partenza posso tranquillamente pagare le spese, gli operai e tutto ciò che serve per i miei ovini… che spero si riprodurranno presto così da vendere quelli in eccesso. Uno dei campi è pronto per essere seminato con la canna da zucchero ma non ho idea di quanto tempo ci vorrà per raccoglierla e portarla al miglior offerente, quindi vi saprò dire in un prossimo editoriale. Dovrei riuscire ad aggiornarvi anche sulla possibilità di cavalcare e a cosa serva guidare il treno cittadino. Ci tengo a chiudere dicendovi che, in questo momento, sono le 23.55 di sabato sera. Ho giocato qualcosa come 10 ore solo oggi, a cui si sommano le altre 6 dei giorni scorsi, e credo di aver scoperto solo un 20% di ciò che offre Farming Simulator 19. Mi rammarico, quindi, di non aver ceduto prima a quella voce che mi sussurrava: “Prendilo, Roberto… provalo, vedrai!”. Aveva ragione lei: avrei dovuto farlo.

Farming Simulator 19 è stata la mia prima occasione di cimentarmi con un simulatore agricolo e ne sono rimasto colpito, pentendomi di non averlo fatto prima. Si possono vivere in prima persona tutte le fasi della vita rurale tanto nella coltivazione quanto nell’allevamento di bestiame, ovviamente lasciando alla prima un ruolo fondamentale. La qualità dei modelli di trattori, macchinari e animali è davvero senza macchia, mentre è decisamente più abbozzato tutto il resto. Ci sono centinaia di mezzi ufficiali, tutti licenziati, ed è possibile comprare qualsiasi attrezzo presente sul mercato. Stiamo parlando di un ecosistema di gioco superbo, dove le prime 15 ore trascorrono solo per capire quali siano le opportunità in cui investire. A livello tecnico ho notato solo un piccolo bug nell’illuminazione dinamica ma sono certo che, se non dipende dal mio PC, lo risolveranno con la prima patch. Questa recensione è stata pensata per quelli che da anni vorrebbero provare un Farming Simulator ma resistono sempre alla tentazione… beh, se avete tempo da dedicargli fidatevi del vostro istinto e assecondatela.

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Pro

  • I modelli dei trattori sembrano veri.
  • La quantità di cose da fare è pazzesca.
  • L’ecosistema di gioco è ben equilibrato.
  • Localizzazione senza sbavature.

Contro

  • Non è un gioco immediato.
  • Le mappe sono ricche di hotspot ma povere di PNG.
8

Più che buono

Il fatto che la moglie abbia accettato di avere un marito con dei seri problemi di dipendenza da giochini elettronici, la dice lunga sui compromessi ai quali è dovuto scendere pur di evitare che la sua collezione di cartucce finisse misteriosamente nel bidone della spazzatura. Il suo sogno è quello di arricchirsi facendo un lavoro appagante, anche se chi lo conosce sostiene che sarebbe disposto a diventare semplicemente ricco. Nel mentre, trascorre la domenica mattina facendo le pulizie di casa, ipotizzando cosa accadrebbe se alla sua porta bussassero Elena Fisher e Liara T'Soni, insieme.

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