New Gundam Breaker – Recensione

PC PS4

New Gundam Breaker ha tanti problemi; è quel genere di gioco che mi fa andare su tutte le furie, perché vorrei amarlo con tutto me stesso, perdendomi nel plasticoso mare dei suoi modellini. Belli, dettagliati e assemblabili a piacere, roba da mettere assieme una sfilza apparentemente senza fine di componenti e armi per dare vita ai sogni più inconfessabili che ogni fan dell’opera di Tomino avrà fatto, almeno una volta nella vita. Volete un Sazabi con i cingoli di Guntank? Fatto! Accarezzate da sempre il sogno di sostituire l’elmo del YMS-15 Gyan con la testa di uno Zaku? Niente di più semplice.

Il laboratorio è praticamente una modalità a sé, e permette di modellare i Gunpla (Gundam Plastic Model, per i meno esperti) senza freni inibitori, a patto di possedere le parti desiderate. Il nostro capolavoro potrà quindi essere colorato con una serie sterminata di tinte e cromature, così da farsi ammirare e in completa adorazione tra pose dinamiche e diorami. Tutto bello, ma purtroppo a un certo punto arriva il gioco.

SCUOLA DI GUNDAM

La modalità storia dura circa una dozzina di ore e si regge su narrazione e personaggi effimeri come la carta velina. Evidentemente creata per una fascia demografica di giovanissimi, la vicenda del gioco di Crafts & Meister ci mette nei panni di un giovane allievo della Gunbre High School, istituto scolastico in cui l’abilità nel costruire modellini di plastica è un valore fondamentale.

new gundam breaker

Il laboratorio è praticamente una modalità a sé, e permette di modellare i Gunpla senza freni inibitori

In realtà i Gunpla non vengono assemblati solo per prendere polvere sugli scaffali, giacché la scoperta delle Particelle Plavsky permette agli altrimenti innocui modellini di animarsi e combattere sotto gli ordini del loro costruttore. Da qui una lunga serie di capitoli narrati da schermate semi statiche e doppiaggio, popolate da ogni singolo stereotipo partorito dall’animazione giapponese. C’è l’alunna altezzosa e distaccata che si trasforma in una fanatica del combattimento una volta scesa in campo, così come non può mancare la nerd impacciata, abile però nella costruzione dei Gunpla e capace di vedere il valore che si nasconde dietro ogni singolo pezzo di plastica; se avete visto una buona dose di anime durante la vostra vita, probabilmente inizierete a sbadigliare già dalle primissime battute. La narrazione offre alcuni bivi incentrati sui singoli personaggi, ma portano tutti al medesimo risultato ed è sempre possibile tornare indietro e esplorare le scelte inizialmente scartate.

Tra chiacchiere e banalità assortite, la lotta contro il malvagio consiglio studentesco passa attraverso una serie di missioni al comando del robot dei nostri sogni (inizialmente si dispone solo della replica dell’originale RX-78, ça va sans dire) con una visuale in terza persona assai simile a quanto visto innumerevoli volte alla serie Gundam Versus, anche se la similitudine si ferma qui. L’anima “giocattolosa” di New Gundam Breaker prende il sopravvento nel momento stesso in cui i nemici sopraffatti inizieranno a inondare il campo di battaglia di componenti, pronti per essere arraffati e utilizzati. Gli stessi pezzi possono essere equipaggiati o scartati seduta stante, modificando istantaneamente l’aspetto e le capacità offensive del robot; se, ad esempio, desiderate abbandonare il fucile laser d’ordinanza per imbracciare la ben più carismatica mitragliatrice in dotazione ai ciclopi di Zeon, sappiate che potete farlo in un attimo, senza mettere il gioco in pausa e passare attraverso scomodi menu.

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L’anima giocattolosa prende il sopravvento quando le componenti iniziano a inondare il campo di battaglia

Componenti quali braccia e gambe garantiscono vantaggi che vanno oltre l’immediato fattore estetico, alterando i parametri del robot e aprendo la strada a tecniche speciali, ottenibili salendo di livello. Si inizia la partita sempre partendo dal primo, e si guadagnano i successivi eliminando nemici o recuperando oggetti dai contenitori che costellano le mappe. Quindi, per scatenare la potenza distruttrice dello Shining Finger non sarà sufficiente equipaggiare le braccia dello Shining Gundam, ma anche raggiungere il livello adatto per attivare la tecnica. Ci sono pure potenti abilità dedicate allo scheletro del robot, attivabili riempiendo l’apposito indicatore e entrando nella cosiddetta fase di Risveglio; le opzioni non mancano, dunque, e fanno chiudere un occhio sulla risicata dotazione di attacchi iniziale.

GIOCATTOLI ROTTI

Vi siete mai chiesti perché eserciti di nemici non attaccano all’unisono nei vari Dinasty Warriors? Perché altrimenti ci sarebbe da gestire un caos assai poco divertente, un po’ come in New Gundam Breaker. Quando lo schermo è invaso dagli avversari l’azione diventa illeggibile, tra attacchi che arrivano da ogni parte, un sistema di puntamento che fa un po’ come gli pare e l’assenza di una soddisfacente finestra di invulnerabilità negli scatti evasivi, assieme alla lentezza dello scudo. Nella bolgia, nove volte su dieci si arriva al button mashing più disperato, banalizzando l’azione alla faccia di tutte le buone idee viste finora.

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Nove volte su dieci si arriva al button mashing più disperato, complice l’imbarazzante illegibilità dell’azione

Non aiuta la fluidità, che passa dai frequenti cali ad attimi anche piuttosto lunghi in cui l’azione si congela: questo può avvenire quando ci sono troppi robot sullo schermo o nei momenti in cui si cambia l’equipaggiamento e – di conseguenza – l’aspetto del robot. Senza mezzi termini, è il peggiore utilizzo che abbia mai visto dell’Unreal Engine 4 in un gioco commerciale, a cui si aggiunge una telecamera che non sa fare il suo lavoro, troppo vicina e inadeguata sia nella mischia che fronteggiando corpo a corpo nemici giganteschi. Eppure il desiderio di creare un’esperienza appassionante c’è: il gioco cerca di allontanarsi dalla solita formula basata sugli scontri a squadre, introducendo dinamicamente una serie di obiettivi (distruggi dieci container o elimina un determinato Mobile Suit, per esempio) da completare per portare a casa il maggior numero di punti e avere la meglio alla fine della partita, come intenzione persino nobile che, però, viene vanificata dall’indole caotica e semplicistica di New Gundam Breaker. A lato troviamo anche una propensione sfrenata verso il grinding, da affrontare rigiocando i capitoli nella modalità storia o partecipando a eventuali missioni ad accesso limitato.

“Pescare” i pezzi desiderati diventa spesso la proverbiale ricerca dell’ago nel pagliaio, mentre il denaro ottenuto in caso di vittoria è poca roba di fronte agli esorbitanti prezzi del negozio, qualora si decidesse di acquistare direttamente il componente desiderato. Ci sarebbe anche il gioco online, dove la pessima programmazione va a braccetto con un lag imbarazzante e frequenti errori di connessione; vi risparmio il mio prevedibile parere almeno su questa parte, ché oggi mi sono svegliato di buon umore.

New Gundam Breaker è un gioco mediocre, inutile girarci attorno. Aveva il potenziale per diventare una vera e propria droga per gli appassionati di Gundam, unendo azione arcade al delirio collezionistico, ma le carenze tecniche e di game design non gli permettono di raggiungere la sufficienza. Davvero un brutto colpo.

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Pro

  • Tantissimi Mobile Suit da saccheggiare per creare un numero impressionante di combinazioni.

Contro

  • Trama piatta e banale.
  • Tecnicamente imbarazzante.
  • Caotico e noioso.
4.8

Gravemente Insufficiente

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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